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Di cerbo Ordinato Vescovo - Dal Papa in dono l'anello

M onsignor Valentino Di Cerbo, che a marzo e­ra stato nominato vescovo di Alife-Caiazzo dopo essere stato per 16 anni capo della se­zione italiana della segreteria di Stato, ha ricevuto la consacrazione episcopale sabato pomeriggio. La ce­rimonia si è tenuta nella Basilica vaticana ed è stata presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone che gli ha testimoniato «apprezzamento e ri­conoscenza a nome del Santo Padre, che ti dona – ha detto – l’anello episcopale».
San Pietro era gremita da cinquemila fedeli. Presen­ti i cardinali Raffaele Farina, bibliotecario e archivi­sta di Santa Romana Chiesa, e Jean Louis Tauran, pre­sidente del Pontificio Consiglio per il dialogo inter­religioso. Tra le autorità civili l’assessore Laura Mar­silio in rappresentanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’europarlamentare Clemente Mastella e numerosi senatori, deputati e amministratori locali della Campania.
Co-consacranti insieme al cardinale Bertone sono sta­ti il vicegerente di Roma, l’arcivescovo Luigi Moretti, e il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, diocesi originaria di Di Cerbo, Michele De Rosa. Tra i presuli che hanno imposto le mani c’erano an­che l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, il vi­ce presidente della Cei e arcivescovo di Potenza-Mu­ro Lucano-Marsico Nuovo, Agostino Superbo, e l’au­siliare dell’Aquila Giovanni D’Ercole fino allo scorso marzo suo collega come capo ufficio in segreteria di Stato. Alla «esaltante avventura di servire il Santo Pa­dre in tanti momenti importanti della vita della Chie­sa », ha poi fatto riferimento lo stesso Di Cerbo in un breve intervento pronunciato al termine del rito per ringraziare i presenti e «rinnovare al Papa un pensie­ro colmo di affetto, gratitudine e ammirazione».
Nella sua omelia il cardinale segretario di Stato, rivol­gendosi affettuosamente al «caro monsignor Valenti­no », ne ha rapidamente ripercorso la biografia, evo- cando «la fede che ti hanno trasmesso, prima di tut­to con l’esempio, i tuoi nonni e i tuoi genitori», «la fe­de che ti ha guidato al Seminario e quindi, attraverso un serio itinerario formativo, al sacerdozio», «la fede che ha ispirato tutto il tuo ministero, da vice-parroco nella grande comunità di San Luca al Prenestino, co­me insegnante di religione, nell’ufficio catechistico del Vicariato di Roma, nel breve periodo alla Biblio­teca Vaticana e quindi nel lungo lavoro in segreteria di Stato, dove negli ultimi anni hai svolto il ruolo di ca­po ufficio della sezione Italiana». «Per questo ultimo servizio – ha ribadito il cardinale Bertone – ti esprimo nuovamente apprezzamento e riconoscenza, a nome del Santo Padre e mio personale».
Dopo aver ricordato la storia gloriosa della pur piccola diocesi di Alife-Caiazzo il più stretto collaboratore del Papa, si è di nuovo rivolto a monsignor Di Cerbo per dirgli: «Come Gesù, sarai attento alle persone nelle lo­ro concrete condizioni di vita, a partire dai sacerdoti. Aiutato dalla tua ricca esperienza, avrai a cuore la realtà delle famiglie, dei giovani, dell’educazione. San Giuseppe, che in questo primo giorno di maggio ri­cordiamo e veneriamo quale Patrono dei lavoratori, ti aiuti ad evangelizzare il lavoro umano e a seguire i problemi, resi acuti dalla crisi economica, di questo importante ambito della vita sociale».
L’ingresso in diocesi di monsignor Di Cerbo è previ­sta per il pomeriggio di sabato prossimo con una so­lenne concelebrazione presso la Cattedrale Santa Ma­ria Assunta di Alife. In serata il presule sarà accolto dal Sindaco e dalla Cittadinanza di Piedimonte Matese, sede della residenza del vescovo di Alife dal 1561. Do­menica 9 maggio Di Cerbo concelebrerà presso la Con-cattedrale di Caiazzo.


04/05/2010


Avvenire -giornale nazionale vescovi Italiani


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